Una volta lasciato il fiume, con randa e fiocco completamente issati, l’equipaggio ha fatto rotta al largo per un vero stress test in condizioni impegnative. Con il vento in aumento fino a 30 nodi e un moto ondoso ben formato, la barca è stata immediatamente messa alla prova: un’occasione ideale per valutarne ancora una volta stabilità e manovrabilità. Presa una mano di terzaroli, il cat ha trovato rapidamente il suo assetto perfetto, rimanendo pienamente governabile anche quando abbiamo navigato in appoggio su uno scafo, mantenendo una velocità di crociera media intorno ai 16–17 nodi, con punte di 23. Nonostante il vento sostenuto e le onde increspate, sorprendentemente nessuno a bordo ha preso uno spruzzo.
Dopo la virata, la barca ha iniziato a divertirsi , abbiamo letteralmente a surfato sulle ondee così anche noi, con totale sicurezza. Dopo una prima fase di conduzione prudente, una delle qualità più ammirevoli dell’imbarcazione è diventata evidente: il sollevamento dolce e progressivo dello scafo, che rende la timonata fluida e prevedibile. Per navigare su un solo scafo, la barca deve raggiungere un angolo di sbandamento di circa 15–20°, e lo fa gradualmente, permettendo al timoniere di mantenere sempre il pieno controllo.
A bordo, Amerigo Guardigli, Franco Manzoli e Daniele Ricci hanno condotto il test con grande attenzione, mantenendo sempre un componente dell’equipaggio dedicato alla scotta della randa per sicurezza. Le sensazioni al timone sono state eccellenti: la barca si alleggerisce, il timone diventa più reattivo e sensibile, garantendo una risposta immediata che infonde fiducia e controllo, anche quando si poggia sotto raffiche improvvise. Con una velocità media di 17 nodi e accelerazioni fino a 23, il test ha pienamente confermato le aspettative: uno yacht veloce, stabile, asciutto e soprattutto sicuro, anche nelle condizioni impegnative del mare aperto.