È stata davvero una delle regate più divertenti di sempre: il nostro C-Cat 48 Gaia ha preso parte alla Riva-Montecristo, regalandoci emozioni forti, colpi di scena e una rimonta che ricorderemo a lungo.
Dopo 23 ore e 30 minuti di navigazione, siamo arrivati quarti, ma a un soffio dai primi: quattro barche in un minuto, separate da appena 50 metri sulla linea di arrivo. Un finale mozzafiato che ha reso questa regata unica.
Siamo felicissimi del risultato, perché abbiamo lottato alla pari con barche che, almeno sulla carta, erano più favorite nelle condizioni di vento molto leggere incontrate lungo il percorso. Se ci resta un pizzico di rammarico, è solo per quelle due ore – dalle 3 alle 5 del mattino – in cui abbiamo creduto che la rimonta fosse impossibile… e invece Gaia ci ha dimostrato che nulla è mai scritto.
La cronaca di una sfida appassionante:
Partenza di bolina stretta con soli 3-5 nodi: non le condizioni ideali per Gaia, ma grazie a nuove regolazioni che si sono rivelate perfette, siamo rimasti agganciati al gruppo di testa. Al passaggio della boa virtuale, con un po’ più di vento e una bolina meno dura, siamo riusciti addirittura a passare in testa.
La regata, accorciata al Giglio per mancanza di vento, ci ha visto arrivare primi all’altezza dell’isola. Poi però, in pochi minuti, siamo scivolati in sesta posizione: analizzando i tracciati, abbiamo capito che una corrente fortissima al centro ci ha frenato, mentre chi ha scelto percorsi più esterni ha trovato acqua più “libera”. Un mix di sfortuna e scelte tattiche troppo conservative.
Quando siamo rimasti quasi fermi, ci siamo spinti sotto costa, a pochi metri dal Giglio, cercando ogni refolo utile: un momento emozionante, quasi a sfiorare gli scogli. Grazie a questa scelta coraggiosa, siamo tornati quarti, seppur staccati di circa un miglio dai primi tre.
La notte è stata surreale: tramonto, vento che sparisce, corrente che però ci porta avanti a circa 2,5 nodi. Poi, di nuovo vento in poppa e gennaker aperto. Ma un problema ci costringe a fermarci, e in quel momento i tre davanti riescono a trovare vento e a ripartire, accumulando un vantaggio che sembrava incolmabile.
All’alba, la svolta: ritroviamo concentrazione e determinazione, regoliamo tutto alla perfezione e Gaia risponde alla grande, rimontando posizioni e velocità. Il vento gira e rinforza, trasformando la bolina in un traverso veloce. Davanti a noi, i primi tre rallentano e noi ne approfittiamo.
Negli ultimi chilometri, la natura regala un altro colpo di scena: un grosso temporale sulla costa, raffiche fino a 40 nodi, salti di vento. I nostri avversari faticano a mantenere il controllo, mentre noi, combattendo metro dopo metro, riusciamo a gestire al meglio le raffiche, toccando oltre 15 nodi.
Arriviamo sotto costa a velocità incredibile, fino a quando, a poche centinaia di metri dall’arrivo, il vento cala di nuovo. Assistiamo così all’arrivo quasi simultaneo dei primi tre, separati da pochi secondi, e noi, appena dietro, tagliamo il traguardo in meno di due minuti, con soli 200 metri di distacco.
Una regata che resterà nel cuore: Gaia ha dimostrato carattere, velocità e affidabilità in condizioni difficili, e per noi è stata un’esperienza entusiasmante, fatta di adrenalina, imprevisti e grandi soddisfazioni.