Il Campionato Italiano Offshore ha scritto il suo ultimo capitolo con la Round Aeolian Race, 140 miglia di vento, corrente e nervi tra le Eolie, ma il verdetto più elegante era già nell’aria: Quattrogatti, il Comet 45 S di Andrea Casini della Società Canottieri Palermo, si laurea Campione Italiano 2026 in Classe A e chiude secondo assoluto in una classifica che pesa difficoltà delle prove e numero di iscritti.  Dietro questo titolo c’è un armatore che ha fatto della coerenza una strategia: Andrea Casini, toscano di origine e siciliano d’adozione, ha scelto di vivere e correre in Sicilia, trasformando Quattrogatti nel suo strumento di dialogo con il mare e con la competizione. La barca, un Comet 45 S, è il modello che ha permesso all’equipaggio di esprimere regolarità, adattamento e ritmo su prove molto diverse, dall’altura classica alle tappe più tecniche del circuito.  Il risultato parla chiaro: primo in Classe A, secondo overall in un campionato che ha messo alla prova costanza, lettura delle condizioni e capacità di non perdere pezzi quando il mare alza la voce. «Abbiamo creduto in questo progetto e sostenuto il team per tutta la stagione», dice Pasquale Giardina, presidente della Società Canottieri Palermo. «Questo titolo premia il lavoro di Andrea e di tutto l’equipaggio, che hanno affrontato un campionato lungo e impegnativo con decisione e continuità». Per Casini, oltre al trofeo, c’è il valore di un percorso personale: ha scelto la Sicilia come base e ha portato avanti con Quattrogatti la sua esperienza nelle regate d’altura, costruendo un campionato sulla regolarità dei risultati e sulla capacità di leggere prove molto diverse tra loro. Una continuità che ha consentito all’imbarcazione siciliana di presentarsi all’ultima tappa nelle posizioni di vertice e di difendere fino in fondo il primato in Classe A. Perché questa vittoria conta In un circuito che premia chi sa tenere il ritmo su 18 prove, Quattrogatti non ha cercato il colpo di scena, ma la perfezione della costanza: un approccio che, in offshore, è spesso più irriverente di qualsiasi sprint. E mentre la Round Aeolian Race ha regalato record e sorprese, il titolo di Classe A è andato a chi ha saputo trasformare la stagione in un unico, lungo, coerente gesto tecnico.