L’edizione 2026 della Riva-Montecristo, regata molto apprezzata per la sua suggestiva e impegnativa rotta, è stata sì impegnativa, ma per il caldo e l’assenza di aria che ha colpito tutto il Paese. L’assaggio si è visto fin dalla partenza quando mancavano 150 miglia alla chiusura della regata:
«Subito dopo la partenza abbiamo fatto rotta verso ovest per portarci fuori dalla zona vietata davanti a Civitavecchia, a due nodi» racconta Amerigo Guardigli a bordo del C-Cat 48 Orcamiseria.
Chi regata in due, Marco Negri su C-Cat 48 Gaia, ha un occhio attento sul campo di regata e scruta le posizioni di tutti i Comet in gara: in primis il diretto avversario, Orcamiseria, C-Cat 48 di Pippo Ercole, e poi il Comet 41S Aria di Carlo Alfano e il Comet 41S Fahrenheit di Giuseppe Massone.
«Al primo passaggio alla boa, i quattro Comar avevano già più di un miglio sugli inseguitori. Una lunga bolina ci ha portati verso est di Giannutri: vento iniziale 6-7 nodi e bolina larga, poi rinforzo fino a 15 nodi con bolina strettissima. Gli avversari spariscono alla vista; noi, con bordi precisi, sorpassiamo il C-Cat 48 che decide di tagliare sotto il Giglio insieme al Comet 41S. Restiamo “nel vento”, passiamo a nord del Giglio, ma due bonacce impreviste e un’insolita zona di calma tra Giglio e Argentario ci rallentano al tramonto. Con il vento tornato a 12-15 nodi riprendiamo velocità, recuperando terreno fino a Montecristo dove però una bonaccia finale ricompatta il gruppo» racconta Marco Negri.
«Condizioni meteo estreme e lunghe ore di bonaccia, ma regata, non per questo, meno intensa ed emozionante. Dopo una partenza con appena 4-5 nodi di vento, ci siamo affidati all'esperienza, alla pazienza e alla capacità di interpretare ogni minimo cambiamento del campo di regata. Orcamiseria ha confermato gli importanti progressi ottenuti negli ultimi mesi di messa a punto, dimostrandosi finalmente competitiva anche con aria leggera, una condizione che in passato l'aveva spesso penalizzata. Nei momenti in cui il vento si è stabilizzato tra gli 8 e i 12 nodi, le prestazioni sono state incoraggianti e il confronto con gli avversari diretti si è giocato su scelte tattiche e dettagli di conduzione. Ci siamo divertiti tra continui incroci, recuperi e sorpassi, fino a quando la totale assenza di vento nelle acque di Montecristo ha bloccato l'intera flotta. Una situazione che ha portato infine all'annullamento della prova, lasciando inevitabilmente un po' di amarezza ma anche la consapevolezza di aver espresso un ottimo potenziale» dice un sempre entusiasta Pippo Ercole.«Al di là del risultato, resta il piacere di aver condiviso il mare con un equipaggio affiatato, tra momenti di grande concentrazione e altri più conviviali, come una cena preparata a bordo durante le lunghe ore di attesa. Perché la vela è anche questo: sfida, amicizia, passione e la capacità di trasformare ogni miglio navigato in un'esperienza da ricordare» chiosa l’armatore.
Grande soddisfazione anche per Alfano e Massone, primo e secondo classificati rispettivamente sul Comet 41S Aria e sul Comet 38S Fahrenheit, mentre tra le due sistership C- Cat 48 Orcamiseria chiude davanti a Gaia.
«La regata si è conclusa prima del previsto, ma per tutti l'entusiasmo resta intatto. La barca ha risposto al meglio, l'equipaggio si è divertito e la voglia di tornare in acqua per la prossima sfida è già più forte che mai» conferma Pippo Ercole. Per Marco Negri : “ Prestazioni eccellenti per il team Comar: in regime di poco vento i catamaran dimostrano grande efficienza, e con più aria sprigionano tutta la loro potenza - punte oltre 20 nodi e crociera sui 15 nodi - mantenendo massimo comfort se guidati con perizia anche da due timonieri ‘diversamente giovani’ “.



